Come amare senza rinunciare a quello che siamo

di

A cura della Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a Roma

E’ possibile amare senza rinunciare a se stessi?

  • Rendi flessibili i dogmi

Se vuoi una relazione matura e sana non utilizzare categorie assolute, perchè ricorda “TUTTO DIPENDE!”  Rendi flessibile la tua mente e colloca i tuoi desideri nella realtà concreta.

Es. “Il matrimonio è per tutta la vita” .. DIPENDE: probabilmente, si spera, se va tutto bene e se entrambi lo vogliamo. Es. “L’amore è sacrificio” … DIPENDE: rinunciare a qualcosa di sè è naturale, ma se le esigenze del partner sono irrazionali, la dedizione diventa abnegazione e non è un bene per sè nè per la coppia.

  • Non perdere tempo con chi non vuole dialogare nè negoziare

Per negoziare bisogna essere in due: ci vogliono rispetto e volontà di farlo. Non perdere tempo con chi non è interessato, con chi mente e non ti prende sul serio; con chi non dice quello che pensa o prova, con chi non ti ascolta.

  • Una pera non diventa una mela

A volte l’amore e la speranza accecano. E’ importante partire da quello che siamo ed abbiamo, senza illudersi. Se fin dall’inizio la persona si è mostrata indifferente o ci ha tradito o peggio ancora ci ha fatto del male, perchè sperare che una mattina si svegli e sia diverso?. Un amore che spera e cerca di cambiare l’altro è un amore di cui non fidarsi.

 

  • Cerca di essere coerente

Definisci con esattezza cosa vuoi dalla vita: che progetti hai, quali desideri, le tue mete principali. Rendili espliciti e sforzati di realizzarli. Questo è il primo passo: prendere ncoscienza di chi si è e di dove si sta andando. Quando agisci contro i tuoi principi, tradisci te stessa, imponendoti di essere chi non sei. Non si tratta di intransigenza ( anche questa è un estremo e come tale non è funzionale nei rapporti), bensì di riaffermare i propri punti di vista e i propri diritti e bisogni.

  • Pratica l’individualismo responsabile

Si può amare senza distruggere il proprio io. Praticare l’individualismo responsabile significa mantenere viva la propria identità all’interno della relazione. Preoccupati per il partner ma anche per te stessa, perchè così inneschi l’interscambio: un amore non succube di fusioni estreme, ma un amore individualizzato

 

  • Ricordati: sei una persona non una cosa

Molte vittime di violenze dimenticano di essere persone che meritano di essere prese sul serio, ascoltate e rispettate. Togliendoti il diritto di avere diritti, quando i tuoi pensieri e sentimenti non sono presi in considerazione, quando non ti ritengono un fine ma un mezzo, quando ti maltrattano e ti manipolano, ti riducono ad una “cosa”. Essere un oggetto significa eliminare l’essenza stessa della condizione umana. Gli oggetti possono essere buttati, le persone no. Tu meriti rispetto; non puoi obbligare nessuno ad amarti ma hai il diritto di essere trattata con riguardo e di non essere ingannata.

  • Distingui tra sofferenza utile e quella inutile

La sofferenza utile è il dolore: ti aiuta a prendere posizione, ti insegna a perdere. Rompere con chi si ama non è facile perchè il principio del piacere ( inseguiamo ciò che pensiamo ci faccia star bene) ci governa; tuttavia se sia ha una relazione in cui i momenti brutti sono di gran lunga più numerosi di quelli belli, chiediti dove ti porta tutta questa sofferenza, perchè non c’è altro da fare: se hai già provato a migliorare la tua relazione e non hai ottenuto nulla, passa ad una sofferenza utile: accetta il dolore della perdita.

  • Un amore sano è reciproco

La reciprocità è la base di un amore giusto, sano. Quando diamo amore, ci aspettiamo amore, perchè le relazione si nutrono di interscambio, di reciprocità. Come non aspettarti fedeltà se sei fedele? Come non aspettarti tenerezza se dai tenerezza?Se non ti senti gratificata, se le tue manifestazioni di affetto si perdono in un amore spugna che assorbe tutto e non restituisce o restituisce pochissimo, il tuo sentimento finirà per trasformarsi in rabbia, indignazione, consapevolezza di non ottenere ciò che stai dando e meriti. L’amore sano prospera quando lo scambio tra i partner è equilibrato.

  • Chiediti se i tuoi desideri e le tue esigenze sono ragionevoli

E’ un atto di responsabilità nei confronti del partner. Se non c’è autocritica non ci può essere uno scambio affettivo felice. Si tratta di prendere consapevolezza che le tue esigenze, i tuoi desideri le tue asperazioni e le tue richieste non violino i diritti del tuo partner. Chiediti se la tua offerta affettiva è irrazionale, se è motivata da un attaccamento non sano, da insicurezza, da paura o da possesso, In questo caso  non si tratta solo di essere rispettate, ma di rispettare. Amore ed emozione nelle giuste proporzioni.

 

  • Nella vita di coppia l’amore non basta

Il realismo non è in contrasto con l’amore: lo modula, lo riporta con i piedi per terra, lo rende meno celestiale e per fortuna più umano. Da solo l’amore non garantisce una buona vita d coppia perchè occorre ben altro. L’amore implica cose da imparare, da sviluppare: c’è tutta una parte cognitiva: l’eros agisce come spinta iniziale, ma non basta per creare na relazione stabile e duratura. L’amore romantico non è in grado di tenere a bada i problemi che insorgono nella convivenza. Insomma, prima ci si imbatte nell’amore, poi lo si crea.

  • No al vittimismo

Talvolta, pur senza rendercene conto entriamo massivamente in una serie di manovre di pressione e manipolazione: il partner dominante può utilizzare varie strategie per bloccare l’altro e spingerlo all’autocompassione. Es. Screditamento ( “Dici solo fesserie”) , Ricatto emotivo (“Sei cattiva”). Minaccia (“Me ne andrò”), Ambiguità (comportamenti del partner contraddittori). Se sei vittima di denigrazione, ricatto, minacce e colpevolizzazione, non rassegnarti. Una relazione di questo tipo è negativa per chiunque: non giustificare il tuo partner e ricorda che sei una persona cha ha dignità: chi viola i tuoi diritti e ti fa male fisico o pscologico va bandito dalla tua vita.

 

  • Non importa quanto ti amano, ma come

Il “buon amore” è un problema di qualità. Amare molto non significa amare bene e questo ce lo insegnano le coppie co-dipendendti. Un rapporto basato su reciprocità, autonomia e solidarietà è indice di un amore dignitoso e giusto.

 

Bibliografia

“Se fa male non vale “, Walter Riso, Ed. PIEMME, 2014

Maria Cristina Strocchi “La coppia che non scoppia” Ed. Positive Press, 2002

 

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