Insonnia e ansia: la testimonianza di un percorso psicoterapeutico

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Ciao a tutti,

mi chiamo Sara, mi piacerebbe portare la mia esperienza a conoscenza di tutti voi, magari potrebbe essere d’aiuto…come è accaduto a me purtroppo a volte nella vita ci si trova in difficoltà, e purtroppo a  volte trovare la strada giusta non è  immediato…in quei momenti difficili tanti pensieri negativi ci assalgono, torturano, confondono, l’unica cosa certa che sentiamo è la necessità di un aiuto concreto per uscire fuori dal disagio.

A me è accaduto che un po’ di tempo fa iniziai a soffrire di insonnia, una notte dopo l’altra non chiudevo occhio. Ero inconsapevole di quanto mi stava accadendo, non ero capace di capire la causa, per me era tutto così ignoto…così nel frattempo mi affidai, su consiglio di conoscenti, a  degli aiuti esterni, prima un dottore, poi per diversi motivi cambiai, rivolgendomi ad un altro tipi di specialista….il mio disturbo aveva una radice ansiosa, ero ossessionata dai DOVERI e dalle RESPONSABILITA’, all’epoca legati agli studi universitari che stavo portando avanti; affrontavo le responsabilità creando delle fortissime aspettative su me stessa, talmente tante che vedevo soltanto quell’aspetto della mia vita, e le aspettative mi irrigidivano così tanto che non riuscivo a rilassarmi, quindi ad addormentarmi…

Purtroppo però prima di imboccare la strada giusta mi ci è voluto tanto tempo…perché il dottore a cui mi rivolsi, era un neuropsichiatra, mi prescrisse farmaci, ansiolitici, sonniferi, antidepressivi (nel frattempo il mio umore andava giù..), facendomi periodicamente elettroencefalogrammi per controllare l’attività celebrale, senza alcun tipo di intervento differente sul mio disagio. I farmaci però mi davano tanti problemi, a volte non mi facevano dormire perché mi eccitavano,  a volte mi abbattevano in maniera tale che non riuscivo a condurre una vita regolare….così le notti insonni continuavano, mentre il dottore mi voleva da lui in studio dicendomi che dovevamo cambiare le dosi oppure tipologia di farmaco.

Così nel frattempo la mia fiducia verso la persona alla quale avevo chiesto un aiuto diminuiva, ed un giorno decisi di cambiare radicalmente approccio. Iniziai  a non dormire, ma consapevole che il mio non dormire fosse legato solo a me e non ai farmaci.

Dopo qualche tempo iniziai un percorso di psicoterapia, senza nessun tipo di farmaco. Dopo un po’ di mesi iniziai a dormire regolarmente, conclusi gli studi  e nel frattempo acquisìì un bagaglio di conoscenze prezioso grazie all’aiuto della psicoterapia.

Successivamente,  causa situazioni lavorative particolari, ho avuto ulteriore dimostrazione  di essere una persona molto responsabile,   che quando eccedo nelle aspettative che mi impongo, l’ansia/insonnia funge da campanello d’allarme per me.

Il percorso di terapia che ho seguito/seguo si chiama cognitivo-comportamentale, è consistito nella individuzione ed analisi nello specifico, mettendole su carta, delle “distorsioni cognitive” che commettevo, ovvero di quei pensieri  irrazionali, legati all’educazione, alle convinzioni dettate dalla società etc. che mi facevano star male (nel mio caso in particolar modo le “doverizzazioni”, es. “devo essere efficiente a lavoro”….; “il sabato devo andare a trovare i miei genitori”, “devo essere in forma fisica perfetta”). Una volta individuate queste distorsioni, abbiamo attribuito un punteggio all’ansia che ne derivava (altissimo), quindi individuato il comportamento assunto (insonnia); contestualmente la dottoressa mi ha insegnato a “ristrutturare”, cioè a sostituire i pensieri irrazionali con pensieri razionali (es: “devo lavorare” diventava “io faccio quanto rientra nelle mie possibilità”, “devo andare a trovare i miei genitori” diventava “posso scegliere di andarci quando ne ho piacere”, “devo essere in forma perfetta”diventava “posso scegliere di migliorare il mio aspetto” etc),  in tal modo era visibile come il punteggio che attribuivo all’ansia andava diminuendo, l’insonnia spariva (ogni settimana aumentavano i giorni in cui dormivo rispetto a quelli in cui non lo facevo), e la fiducia nella terapia (e dottoressa), quindi la voglia di ristrutturare, aumentava. Col tempo sentivo sempre più miei i pensieri razionali ed abbandonavo quelli irrazionali, l’insonnia è sparita nel giro di pochissime sedute, e una volta eliminato il sintomo, siamo passate all’analisi delle cause, quindi della trappola delle aspettative elevate.

 

Oggi, grazie agli incontri fatti ho la certezza che dall’ansia si può guarire. Ogni volta che mi viene qualche pensiero distorto so cosa devo fare, e che ogni giorno posso scegliere di mettere in pratica quei comportamenti (legati ai pensieri) che mi fanno essere in equilibrio con me stessa, oppure di tornare al passato, con gli scompensi annessi.

La risposta al disagio è il cambiamento che ognuno di noi è capace di avere. La conoscenza e l’adozione di  punti di vista diversi è la mia medicina quotidiana.

 

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