Metafora della rana sorda: poniamo attenzione al potere delle parole

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A cura della Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a Roma

L’aspetto mentale del benessere è spesso trascurato ma forse è l’aspetto più bisognoso di attenzioni perché viviamo in un momento storico in cui le situazioni cambiano, le risorse per fronteggiarle mutano e non tutti riescono ad armonizzarsi: ci si stressa molto più facilmente e profondamente ora che qualche anno fa.

Pensare positivo fa stare bene, parlare educatamente, lodare, amare, abbracciarsi, volere bene al nostro prossimo, genera sostanze benefiche nel nostro corpo e il conseguente benessere.

Criticare, odiare, serbare rancore, sono azioni ed emozioni che, al contrario, generano molte tossine che avvelenano il fegato di chi le prova e inquinano l’intelletto di chi le legge o ascolta.

Attraverso questo breve racconto, si vuole portare alla luce come, atteggiamenti abitudinari, quotidiani, quasi scontati, producano in realtà effetti positivi o nefasti a seconda della lettura e dell’utilizzo che se ne fa.

C’era una volta una gara fra ranocchi il cui obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall’ insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e si sentivano frasi del tipo: “Ma che pena… Non ce la faranno mai!” E così alcuni ranocchi, sentendo questi commenti, cominciarono a desistere, sfiduciati, tranne uno, che continuava a cercare di raggiungere la cima. Ma la gente continuava: 
“… Che pena!!! Non ce la faranno mai!…” 
Sempre più ranocchi si diedero per vinti tranne il solito ranocchio, testardo, che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine, la cima. 
Sbalorditi e un po’ invidiosi gli altri ranocchi vollero sapere come avesse fatto e uno di questi, più curioso degli altri, si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere quella difficile prova. Non ottenne risposta: il ranocchio vincitore… era sordo! 

Morale: Siamo sempre sordi quando qualcuno ci critica e ci dice che non possiamo realizzare i nostri sogni. Non ascoltiamo le persone con la pessima abitudine di essere negative: derubano le migliori speranze del tuo cuore! Ricordiamo sempre il potere che hanno le parole che ascoltiamo o leggiamo

Riflettiamo

Il mondo che ci circonda quando siamo bambini può forgiare la nostra capacità di reagire alle situazioni difficili e di perseverare nonostante le condizioni avverse. Situazioni familiari, culturali e ambientali diverse possono renderci arrendevoli e pessimisti piuttosto che tenaci e focalizzati sulle possibilità.

In quale ambiente familiare sei cresciuto? Gli adulti nella tua famiglia, i maestri a scuola, gli altri bambini con cui giocavi ti infondevano fiducia nelle tue capacità, sostenendo i tuoi sforzi e dimostrando di credere che potevi farcela oppure ti scoraggiavano minimizzando i tuoi sforzi, sottolineando i tuoi punti di debolezza e suggerendoti di lasciar perdere?

In quale modo, ora, sei tu a scoraggiare chi ti sta intorno o addirittura te stesso, usando parole demotivanti, e concentrandoti sulle difficoltà e sulle possibili conseguenze negative?

Poni attenzione a quello che dici.

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