Relazioni Tossiche: campanelli d’allarme in legami pericolosi

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campanelli allarme relazioni tossiche psicoterapeuta romaA cura della Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a Roma.

Perché sbagliamo così tanto in amore? Perché si sceglie la persona sbagliata o si finisce in rapporti tanto pericolosi quanto irrazionali? L’amore può tutto, il partner va accettato per quello che è, l’amore vero è per tutta la vita indipendentemente dai sacrifici che comporta: queste come altre credenze tossiche, fanno si che si cada in relazioni fonte di stress e sofferenza che influenzano profondamente il nostro equilibrio emotivo. In realtà non tutte le proposte affettive sono consigliabili per il nostro benessere: che ci piaccia o no, qualsiasi rapporto che mette in pericolo i nostri valori fondamentali è controindicato per la nostra felicità, indipendentemente dalla profondità del sentimento.

Che la vita di coppia non sia facile e richieda una certa quota di sacrificio per trovare il punto di incontro è naturale e auspicabile, tuttavia quando una relazione ci logora, ci prosciuga emotivamente e fisicamente invece di essere fonte di benessere, è bene chiedersi: qual è il mio modo di amare? Quale quello del mio partner? Fino a che punto possiamo stare insieme senza farci del male?

Tuttavia, la maggior parte delle persone che si trovano in queste relazioni, difficilmente se ne accorge per tempo e soltanto a fine rapporto si rende conto di quello che è stato.

Come possiamo capire se quella che stiamo vivendo è una relazione malsana?

  • Avvertiamo ripercussioni nel quotidiano: stress, disturbi del sonno, scontrosità, emicranie, smemoratezza, stanchezza e apatia. Tutto questo per arrivare poi anche a ansia, panico, depressione, con le conseguenti ripercussioni su lavoro, interessi, famiglia e amici. La nostra giornata e il pensiero è totalmente monopolizzato, non riusciamo a lavorare, ci arrabbiamo molto facilmente perché riversiamo la nostra sofferenza e insoddisfazione sugli altri, iniziamo ad isolarci.

  • Agiamo per ottenere l’approvazione dell’altro e lo giustifichiamo quando questo non accade: nella rincorsa dell’amore altrui, sminuiamo i nostri bisogni e le emozioni relative quando questi non vengono soddisfatti “Non fa nulla, dopotutto è stanco!” o ancora “In fondo ha ragione, potrei evitare di chiedere!”. Il bisogno di essere accettate è talmente distorto che pur di ottenere riconoscimento e approvazione calpestiamo quello che realmente siamo, sentiamo e vogliamo, quando in realtà dentro di noi, avvertiamo distintamente il dolore e la frustrazione legate al non essere considerate

  • Emotivamente ci si sente sulle montagne russe: l’altro ci svaluta, ci colpevolizza, mentre al contempo giura amore eterno. Avvertiamo ambiguità, incostanza e incoerenza, ma quel che è peggio, è che imputiamo a noi tutto questo. Iniziamo a credere che effettivamente siamo noi che non comprendiamo, non riusciamo a entrare in sintonia con l’altro: che strano… eppure nelle relazioni precedenti non era mai accaduto! Cerchiamo di spiegare anche le cose più elementari ma l’altro sembra non comprendere. Dubbi e incertezze ci assalgono e ci disorientano.

  • I nostri bisogni, desideri e paure non vengono considerati: l’altro invece di proteggere, sminuisce, non considera o li utilizza per far leva sul nostro senso di inadeguatezza e colpevolizzarci. Si nutre dei nostri dubbi e incertezze, acquista potere all’interno della coppia, mentre siamo portati a desistere dal realizzare ciò che vogliamo: “E’ inutile, superfluo, ha ragione lui!” o ancora “Se questa sera tardi non mi accompagna a casa, in fondo ha ragione, me la posso cavare tranquillamente da sola, non voglio essere un peso!”

  • Aumenta il senso di solitudine e di impotenza: la relazione pian piano ci prosciuga energie fisiche e mentali. Sentiamo di stare in un rapporto che non ci fa crescere né come coppia, ma soprattutto come individui. Sentiamo di essere bloccati, impantanati e non riusciamo a intravedere l’uscita, come se fossimo all’interno di un vortice

  • L’autostima e l’identità vengono minate alle fondamenta: molto spesso l’altro, in un’opera di “decervellaggio”, ogni giorno, come la goccia che scava la roccia, corrode nostri valori, certezze, punti di riferimento. Non sappiamo più cosa vogliamo e cosa è giusto per se stessi, di cosa abbiamo bisogno e come fare per alimentare la nostra crescita personale. Quello che prima era normale, automatico e ci rendeva felici, oggi sembra, superfluo, inutile, spento

  • Nella relazione prevalgono criticità, insoddisfazione, insicurezza, ansia, paura: un contesto fatto di incertezza e ambiguità garantisce all’altro il potere della coppia

Perché cadiamo in queste relazioni disfunzionali?

Sfatiamo anzitutto il mito che le persone forti e con un’autostima salda non vengono coinvolte in questi legami. Può, infatti, capitare a tutti e la manipolazione affettiva resta comunque una dinamica trasversale che colpisce donne di ogni tipo ad opera di uomini di ogni estrazione socio-culturale e viceversa. Perché?

  • Non sempre la persona “manipolatrice” viene immediatamente smascherata: durante le fasi di captazione e seduzione, l’altro è infatti molto abile a mostrarsi amorevole e accudente ( love-bombing) e le manipolazioni attuate quotidianamente sono così sottili che difficilmente siamo in grado di coglierle subito
  • Siamo in una fase delicata della nostra vita: un lutto, un trasferimento, un cambiamento sul lavoro, una storia finita: la vulnerabilità è maggiore e le difese psicologiche non funzionano a dovere per captare i potenziali soggetti manipolatori
  • Abbiamo bisogno dell’approvazione altrui: spesso l’incastro insano si trova con un soggetto che minaccia l’abbandono e pratica svalutazioni costanti, o che dice di aver bisogno di noi mentre ci colpevolizza: nn riusciamo a svincolarci perché temiamo di perdere la presunta approvazione che ricerchiamo idealmente dall’altro e il ritorno narcisistico dato dall’essere di aiuto a qualcuno. Quello che tuttavia non consideriamo sono in realtà le emozioni negative che derivano da tutto questo: vengono, infatti, sminuite ( tendiamo addirittura a dimenticare) mentre vengono enfatizzate e deformate quelle positive
  • Alimentiamo il nostro ego: all’inizio l’altro può essere un abile seduttore o una persona estremamente bisognosa: in ambo i casi attiverà dinamiche di gratificazione. Nel primo caso all’inizio dirà e farà tutto alla perfezione senza sbagliare un colpo, mentre nel secondo caso, si avrà la sensazione di aver salvato il gattino arruffato ai bordi della strada. In ambo le situazioni ci si sentirà così appagate da perdere di vista la realtà, soprattutto durante l’evoluzione tossica del rapporto
  • Ripetiamo copioni inconsci disfunzionali: ovviamente è necessario tenere in stretta considerazione il fatto che le relazioni tossiche abbiano una loro origine all’interno di schemi relazionali disfunzionali appresi nell’infanzia, in cui la visione di sé e dell’altro è distorta e disfunzionale, ben oltre il semplice autoinganno.

Uno stile affettivo è un modo di elaborare l’informazione affettiva, di percepirla, elaborarla e inserirla nella vita di coppia. Se il modo di elaborare l’informazione è guidato da schemi negativi su se stesso, sugli altri e sul mondo, tale stile risulterà dannoso per la salute mentale ed emotiva dei due partners

A tal proposito è quindi importante lavorare su se stessi, riconoscere le proprie dinamiche e i copioni che rimettiamo in atto uguali a se stessi, così da comprendere che spesso certe battaglie non sono nostre ma le abbiamo “ereditate” dalla famiglia, oppure che più semplicemente non ci appartengono o non ci convengono. Ci vuole coraggio a mollare la presa, ma ricordiamoci che si tratta di un bisogno fondamentale dell’essere umano, quello di allontanarsi da situazioni che ci danneggiano e non ci corrispondono più.

 

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Bibliografia

Riso; “Amori altamente pericolosi”. Mondadori (2009)

Isabelle Nazare-Aga “La manipolazione affettiva”. Ultra (2008)

Young, J. Klosko “Reinventa la tua vita”. Raffaello Cortina (2004)

Mammoliti “I serial killer dell’anima”. Sonda Edizioni (2012)

 

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