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Psicoterapeuta e Psicologa a Roma

Psicologa a Roma e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a Roma.

La Dott.ssa Anna Chiara Venturini ha scritto e curato ogni articolo di Psicotime. Contattala se vuoi.
  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” marzo 2020

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” marzo 2020

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” novembre 2018Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “Wanderluster anime vagabonde” .Un irrequietezza che si accompagna al desiderio di conoscere posti e persone sempre nuove, alla propensione a vivere esperienze inconsuete. È la sindrome dell’ eterno viaggiatore detta anche Wanderluster, un termine tedesco che si traduce in “desiderio di vagabondare”. Chi ne soffre resiste alla routine contando i giorni verso una nuova partenza con una valigia come armadio. “A caratterizzare i wanderluster è una predisposizione temperamentale per cui si è sempre alla ricerca di situazioni nuove e alternative.” sottolinea la dottoressa Anna Chiara Venturini psicologa e psicoterapeuta.  Non basta la cenetta a lume di candela o il weekend romantico: L’esperienza vissuta deve essere fuori dall’ordinario all’insegna dell’intensità la cui asticella tenderà ad alzarsi progressivamente. Sono i sensation seekers: i ricercatori di emozioni.In fuga dalla realtàDietro questo costante bisogno di spostarsi si nasconde spesso la difficoltà ad adattarsi alla propria realtà è una bassa tolleranza alla frustrazione. Il wanderluster prova una sensazione di vuoto che compensa con dei viaggi spesso insoliti: Il viaggio lo aiuta ad evadere dalle situazioni e dalle emozioni associate che però trova invariate al suo ritorno. È un momento di stacco una parentesi anziché lavorare sul proprio vuoto e adattamento. Questa smania può nascondere profonde insoddisfazioni relazionali: il wanderluster non coltiva rapporti duraturi e profondi e non ha paura di perderli. Colleziona legami non crea rapporti a meno che non trova una persona che va a rimorchio o che ha la sua stessa predisposizione al viaggio.Visionari e ispiratoriI wanderluster si adattano meglio ai cambiamenti e alle novità ma spesso non hanno obiettivi concreti. Riescono a percepire una situazione da diversi punti di vista perché la loro predisposizione all’esplorazione li rende visionarie aperti facendo da traino a pigri e indecisi. Chi sta con loro può condividere esperienze che da soli non farebbero ma può aiutare i wanderluster ad essere meno dispersivi.Un’energia da valorizzarePer prima cosa è importante imparare a canalizzare questa energia su obiettivi concreti.  Limitare poi i viaggi a due-tre l’anno e cercare di coinvolgere amici partner e familiari affinché non sia una fuga ma una esperienza condivisa. Infine imparare a coltivare questa predisposizione alla scoperta tra le pieghe del quotidiano a partire dagli angoli nascosti della propria città, senza bisogno di cambiare gni volta stato o continente.” conclude la dottoressa Venturini. Per conoscere i vari Workshop di Psicotime in programma a Roma, vai nell’apposita sezione dedicata ai Workshop e Corsi, oppure clicca quiPer contattare la Dottoressa Venturini, vai nell’apposita sezione Contatti, oppure cliccando qui
  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” gennaio 2020

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” gennaio 2020

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” gennaio 2020 Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “Bore out quando la noia stanca”
    Sindrome che nasce non dal sovraccarico ma dalla mancanza di stimoli sul lavoro due punti gente che si annoia si sente sotto utilizzata non condivide lo scopo o i compiti assegnati. Sembra una vera pacchia ma invece alla lunga porta alle esaurimento logico e fisico.Difficile da riconoscere “In un mondo del lavoro sempre più competitivo lo stress da performance è visto come sinonimo di efficienza e produttività quasi legittimato.” Spiega la dottoressa Venturini psicologa e psicoterapeuta. “Dato però che è difficile percepire come stressante l’inattività e la mancanza di stimoli, il bore out non è compreso.” Stanchezza, irritabilità, mal di testa, disturbi del sonno, ansia e depressione: in ufficio si fa poco o niente eppure la sera si è logori da un punto di vista psicofisico.
    Rinforzare la rete“Spesso chi ne soffre sono le persone che fanno dipendere il proprio valore personale dal lavoro: persone molto esigenti verso sè e gli altri e che di solito non chiedono supporto. Tendono a trincerarsi dietro la scrivania e sono perlopiù invisibili ai colleghi, finendo in un circolo vizioso: ogni piccolo passo in questo caso è utile per uscire da questo stallo. Un caffè alla macchinetta può fare la differenza”, sottolinea la psicologa.Non identificarsi“Prima di tutto il bore out si combatte dando al lavoro un significato diverso e meno totalizzante rispetto agli altri ambiti della vita: è importante riuscire ad ottenere gratificazione al di fuori del ufficio. Fate un check della vostra vita relazionale e delle attività quotidiane: dedicate tempo ad amici, al partner? Fate sport e avete momenti creativi? Rinforzare questi ambiti può aiutare a ridimensionare il problema e a farvi capire che voi non siete il vostro lavoro ma molto altro”.Vivere il presente Chi è molto orientato all’ obiettivo e chi pretende che le cose siano fatte a modo proprio, difficilmente si adatterà a una situazione diversa e accumulerà frustrazione e nervosismo: concentratevi su quello che state facendo, restate sul presente, cercate di fare il meglio che potete con gli strumenti che avete a disposizione, mettendo qualcosa del vostro anche se la situazione non vi appartiene.
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  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” dicembre 2018

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” dicembre 2018

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” dicembre 2018

    Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “Complimenti che gaffe!”

    … “Ogni discorso ha sempre una componente non verbale che di solito predomina sulle parole: fate in modo che la vostra intenzione si rifletta sul vostro corpo” spiega la dottoressa Venturini. “Quello che pensiamo e sentiamo davvero traspare dallo sguardo e dai gesti con il rischio di ottenere una reazione opposta a quella che volevamo suscitare.”

    Ascoltare per trovare appigli

    “Prima di lanciarsi nella conversazione dobbiamo saperne di più sul interlocutore o calcare palcoscenici neutri. L’errore è farsi prendere dall’ansia arrampicandosi sugli specchi. All’inizio Cercate di dare spazio all’ascolto mantenendo un atteggiamento aperto e curioso. Non martellate l’interlocutore con domande indagatrici ma lasciate che sia lui ad aggiornarvi sulla sua situazione lavorativa e personale. Non fate commenti riguardanti la sfera familiare e sentimentale a meno che non si sia ricreata una certa confidenza e non sia l’altro a mettere questi temi in primo piano.”

    La giusta distanza

    “È importante che vi esprimiate tenendo sempre conto della reale conoscenza che avete dell’altra persona”, spiega la dottoressa Venturini. “Cercate di adottare la distanza fisica che faccia sentire a proprio agio voi e l’altro senza invadere la sfera intima.” I rischi della rimpatriata

    Facciamo attenzione, ascoltiamo

    Vietato dire “ti trovo ringiovanita!”: l’aspetto fisico rimanda direttamente all’identità di una persona. Con le migliori intenzioni andiamo a toccare una sfera delicata mettendo in difficoltà l’interlocutore. Per la stessa ragione evitate il complimento “ti trovo più serena!”. Meglio un generico” ci sono novità rispetto all’ultima volta!” e calibrate i complimenti sulla confidenza che l’altro vi concede.

    Reagire a una brutta figura

    “Il complimento diventa gaffe quando parliamo di una cosa che non conosciamo e ci spingiamo oltre. La gaffe non va ignorata, meglio chiedere scusa ma non fare finta di nulla perché l’argomento rischia di rimanere in sospeso rovinando l’atmosfera dell’incontro. Alle scuse facciamo seguire un genuino interesse e usiamo Se serve anche un buon pizzico di autoironia”, conclude la psicoterapeuta.  

     

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  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” novembre 2018

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” novembre 2018

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” novembre 2018

    Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “Una generazione di fantasmi “ .

    Gli “spettri” che dobbiamo gestire nella vita di ogni giorno quelli che quando meno te lo aspetti scompaiono, ti bloccano e non rispondono più improvvisamente a messaggi e chiamate. La tendenza a sparire è molto diffusa e prende il nome di ghosting. Ma chi sono davvero questi “fantasmi”? … “Questo fenomeno Non nasce oggi ma è stato di certo amplificato dal massiccio internet, chat e social.” Spiega la dottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa e psicoterapeuta, ” il fatto di restare sempre in contatto con gli altri grazie agli smartphone, crea una condizione di attaccamento disfunzionale . Siamo insieme h24 , sia pur attualmente, l’eventuale rottura scatena così comportamenti di controllo per cercare di riprendere il filo così bruscamente interrotto: Usare i profili degli amici, monitorare ansiosamente le spunte di WhatsApp o  lo stato di connessione dell’altro “

    Identikit del ghoster

    “Una persona che sparisce senza dare spiegazioni dimostra di non riuscire a stare in una relazione, che sia d’amore o di amicizia. Il ghoster anche se può sembrare, non è solo cinismo ma può avere radici profonde: Chi lo pratica ha avuto nell’infanzia genitori sfuggenti,, evasivi , deprivante. Da piccolo non veniva ascoltato e spesso non aveva spiegazioni di cosa accadeva, rimanendo, per così dire sospeso nell’attesa. Da adulto replica schema facendo sperimentare agli altri la stessa frustrazione” spiega la dottoressa Venturini.

    Non so dirti di no

    “Alla base c’è anche il tentativo di non deludere le aspettative altrui, oltre che il non confrontarsi con rabbia, delusioni, recriminazioni. Spesso il ghoster non ce la fa a dire di no e adotta  un comportamento passivo aggressivo: Se ne va per non assumersi la responsabilità di una decisione cercando di salvare la faccia…”

    Campanelli di allarme

    “Riconoscere potenziali ghoster non è difficile: Sono persone che tendono ad evitare il conflitto, con cui vi trovate spesso d’accordo su tutto. ” se l’altro vi idealizza e non vuol vedere le vostre zone d’ombra, se si adatta sempre e non dice la sua tanto da sembrare privo di personalità, se vi dà ragione senza motivarlo, o tace spostando il discorso su argomento, sono tutti campanelli d’allarme ” spiega la dottoressa Venturini. Il ghoster non si arrabbia mai e questo fa capire quante parti sta nascondendo di sé.” 

    A volte ritornano

    “La cosa più brutta del ghoster e la difficoltà ad elaborare la fine della relazione. ” Non cadete alla tentazione di rimorsi e rimpianti e non colpevolizzatevi”, consiglia l’esperta ” non conta perché è successo state davanti ad una persona che tende a scappare e prima o poi sarebbe comunque successo indipendentemente da voi. Interrompete a vostra volta le comunicazioni non lo cercate inutilmente: Questo vi permetterà di concentrarvi su voi stesse e assorbire il colpo.”    

     

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  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” marzo 2017

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” marzo 2017

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” agosto 2018

    Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “Seducilo su whatsapp “

    “Whatsapp una chat generativa ma anche un luogo virtuale molto frequentato dalle donne quando interessate a qualcuno, comodo perché consente loro di contattare l’altro in qualsiasi momento, di condividere con lui emozioni, immagini e video. Il rischio però è che si crei una finta intimità, una confidenza illusoria che può portare a errori di comunicazione: voi credete di essere espansive, romantiche, disinibite e divertenti, lui invece dopo i primi messaggi non ha più voglia di approfondire la conoscenza. Ecco come evitare allora gli errori più comuni. … “Gli uomini amano comunicare in modo diretto è sintetico” sottolinea la dottoressa Venturini ” donne invece evidenziamo gli aspetti che abbiamo in comune con lui e ci raccontiamo nei minimi dettagli. Magari sul momento, lui può gradire, ma così facendo non lo incuriosiamo: meno diciamo di noi più risulteremo seducenti, mentre non avrà invece molta voglia di chattare se invece abbiamo già risposto a tutte le domande che potrebbe farci “

    … NON INVADERE LO SPAZIO

    “Dopo poche settimane di frequentazione usate il noi? ” Non è detto lo apprezzi” chiarisce la dottoressa Venturini ” potrebbe percepirlo come invasione di privacy, come anche l’eccessiva condivisione di contenuti: momenti vissuti insieme, canzoni già vostre: il rischio è che la comunicazione diventi unilaterale. Se siete voi a fare tutto domandatevi se state davvero interagendo con lui o sei state cercando di riempire un vuoto.” … Esprimete di meno e ascoltate di più per non perdere di vista chi c’è dall’altra parte del telefono: Solo così potete sintonizzarvi davvero. … ” Occhio ai messaggi del giorno dopo, non esagerate con i complimenti ne chiedetegli subito di fare il bis. Non è vero che bisogna aspettare che sia lui a fare il primo passo, se avete voglia di ringraziarlo per la bella giornata trascorsa insieme fatelo e non reprimetevi. Mandategli immagini divertenti, usate l’ironia per stuzzicarlo e invogliarlo a intrattenere qualcosa che non sia la solita con conversazione. L’ironia è lo strumento utile per mantenere la giusta distanza.”

    … IL CORPO NON MENTE, LA CHAT… FORSE

    “Attenzione a non dare troppo spazio alla relazione virtuale, spiega la dottoressa Venturini ” gli indici comportamentali e non verbali, servono a strutturare un intimità sana e reale: , tono della voce, gestualità, mimica facciale, contatto fisico. Sulla carta e nella chat non possiamo sapere se quello che lui scrive corrisponde a verità o nel peggiore dei casi potremmo anche mal interpretare.

    … “Ogni profilo whatsapp è caratterizzato da una foto e da uno stato di una breve frase: Un errore comune è quello di usare frasi criptiche per veicolare formare in modo subliminale alla persona che ci interessa, errore che di solito si abbina a quello di monitorare mentre i suoi cambi di stato, chiedendosi a chi siano indirizzati. Altro errore quello di cambiare continuamente la foto profilo, come se non trovassimo una nostro equilibrio.” sottolinea la dottoressa Venturini ” lui capirà insicurezza, impulsività, mancanza di autostima. Scegliete piuttosto una foto che vi rappresenti e rinnovatela il meno possibile: l’importante è parlare sempre in modo chiaro e diretto, senza ricorrere a sottili messaggi tra le righe che potrebbero essere non colti e mal interpretati.”  

     

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  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” gennaio 2017

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” gennaio 2017

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” gennaio 2017

    Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “Seduttrice in palestra”

    Inizialmente ad appannaggio di uomini intenti a raddoppiare il volume dei propri bicipiti, la palestra si è via via riempita di donne di tutte le età, desiderose di allenarsi e fare qualche nuova conoscenza. “Siamo passati dal fitness al wellnes, dalla ricerca della forma fisica alla ricrca del benessere più globale: le palestre non sono più solo luoghi d’esercizio fisico- sottolinea la doottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa psicoterapeuta- sempre più vengono offerti servizi come aree di ristorazione, spa, salottini e aree relax: oasi strappate alla frenesia del lavoro e degli impegni quotidiani, l’ideale per fare incontri interessanti”.

    Come ti vesti?

    … Come ogni microcosmo sociale che si rispetti, anche in palestra vigono le regole per incontrarsi, farsi notare e sedurre un potenziale partner. L’aspetto e l’abbigliamento sono il primo biglietto da visita e vanno curati senza ricadere nei due estremi: l’ infagottamento e il glamour esagerato…

    Il giusto atteggiamento

    … La palestra è un circolo che risponde alle regole del gruppo: bisogna comprenderne i meccanismi ed inserirsi in modo graduale: se volete prendere l’iniziativa non fatelo ogni volta con un uomo diverso, nè sommergetelo di chiacchiere intralciando il suo allenamento. “Per non risultare invadenti o bisognose di attenzioni, tenete presente che tra un esercizio e l’altro non ci sono i tempi tecnici per intavolare chissà che tipo di conversazione. Meglio lanciare degli spunti ed attendere che lui, rilanci se interessato, ed eventualmente approfondire”

    Corri sul tapis roulant, non dietro a lui

    … “Se volete incontrare qualcuno, createvi prima una rete sociale, coltivate nuove amicizie maschili e femminili senza fissarvi su qualcuno in particolare. Non modificate i vostri orari e non stravolgete il vostro planning  solo per incontrare qualcuno che vi ha colpito. ùRicordate che anche lui è lì per rilassarsi e fare amicizia: non fatelo sentire braccato. Rispetto ad una vacanza o ad una serata in discoteca, la palestra permette di adottare strategie a medio-lungo termine, quindi rilassatevi e aspettate che le cose vengano spontaneamente , cogliendo le occasioni che si presentano: se vicino a lui c’è un tapis roulant o un attrezzo libero, perchè non approfittarne?” … “Siate spontanee, lasciate una porta aperta e aspettate che sia lui a riprendere il discorso che avete cominciate, magari in un luogo diverso, più intimo”, conclude la psicoterapeuta Venturini.

     

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  • Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” agosto 2016

    Intervista della Dottoressa Venturini su “Silhouette Donna” agosto 2016

    La Dottoressa Anna Chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta a Roma è stata recentemente intervistata sul mensile nazionale di salute e benessere “Silhouette Donna” agosto 2016

    Proponiamo di seguito un breve riassunto tratto dall’articolo “La single va in vacanza”

    … Il risveglio del corpo.”L’estate predispone agli incontri erotici, complice anche la maggiore esposizione alla luce che attiva neurotrasmettitori e ormoni (responsabili di un innalzamento del tono dell’umore e dei livelli di benessere), ma anche il fatto che prestiamo più attenzione al nostro corpo, tra abbronzatura e abiti leggeri” ricorda la dottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa psicoterapeuta a Roma. Aprirsi al nuovo è sempre positivo, ma il tipo di relazione che andremo a creare dipende molto dal nostro atteggiamento…

    … Per fare gli incontri giusti vale una sola regola, essere se stessi. “Ci si rilassa,m ci si lascia andare e ci si concede qualche strappo alla regola. Tutto sembra offrire le giuste condizioni per conoscere la persona giusta. Tuttavia, chi è single rischia di avere aspettative troppo alte e troppe ansie.con il rischio di mettere sotto pressione se stesse e al’altra persona.

    … Non sarà un’avventura. “Occhio ai segnali dell’altro. Se arrivano comportamenti ambigui, se non si va oltre la condivisione del letto e non si fa cenno ad una progettualità che va al di là della vacanza, non va dato per scontato che il rapporto proseguirà. Tuttavia, quello che spesso non viene considerato è che in realtà, anche noi, una volta tornate, potremmmo renderci conto che la persona scelta non ha poi tute quelle qualità che avevamo intravisto durante la vacanza” continua l’esperta.

    Come fare per non prendere abbagli? Il consiglio della dottoressa Venturini è semplice: “quando tornate e qualcosa è andato storto, iniziate a riflettere se magari le vostre aspettative erano eccessive o se siete rimaste vittime delle vostre ansie e insicurezze. Oppure domandatevi se pensavate che lui in realtà cambiasse: difficilmente se avete trovato il farfallone di turno, vi ritroverete a fianco un uomo follemente innamorato di voi dopo due settimane. Infine apritevi con le persone vicine a voi, di sicuro uno sguardo esterno vi aiuterà ad essere più obiettive e a ritrovare anche il vostro equilibrio, complice anche il ritorno alla routine cittadina. ”

     

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  • I 25 Diritti Emotivi fondamentali nelle relazioni affettive

    I 25 Diritti Emotivi fondamentali nelle relazioni affettive

    A cura della Dottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa psicoterapeuta a Roma.

    Quando un bambino viene al mondo non ha gli strumenti fisici e psichici per fronteggiarlo e la presenza dei genitori diventa, per questo, fondamentale per la sua sopravvivenza e crescita.

    Con il suo bagaglio di bisogni il piccolo si affaccia quindi al mondo, imparandolo a leggere attraverso le interazioni con mamma e papà e imparando, attraverso loro, a vedere se stesso, gli altri, il mondo.

    Un buon genitore provvederà pertanto, non solo al soddisfacimento di bisogni fisici (essere alimentato, cambiato, cullato, eccetera) ma anche di quelli emotivi che prevedono la sicurezza, la protezione, l’esplorazione dell’ambiente, la presenza di limiti realistici e il rispecchiamento emotivo.

    Un figlio emotivamente rispettato, guidato e sorretto, sarà un bambino e un adulto sicuro, curioso verso il futuro e i propri desideri, in linea con le proprie attitudini e orientato a portare avanti il proprio sogno, non per portare a termine i sogni incompiuti dei genitori, né per compiacerli, bensì per realizzare il proprio potenziale e se stesso.

    Come è chiaro, il soddisfacimento dei bisogni emotivi lo renderà, quindi, un adulto emotivamente equilibrato e capace di rispettare e soddisfare i bisogni emotivi all’interno della coppia.

    Tuttavia, questo non può mettere la relazione al riparo da conflitti e difficoltà naturali e fisiologiche, soprattutto in quelle relazioni che cominciano a segnare il passo sotto il peso del tempo insieme: se all’inizio l’entusiasmo e la progettualità colmano un po’ di lacune, queste via via emergono più facilmente e ci si inizia a rendere conto che alcune regole vanno rispolverate e altre totalmente riscritte, se vogliamo veder germogliare veramente la relazione e non restarne vittime.

    Vediamo, di fatto, quali sono i 25 diritti emotivi fondamentali:

     

    1) Essere accettati per quella che si è e sentirsi a proprio agio, sempre.

    2) Avere la sensazione chiara e certa di essere al sicuro

    3) Dire NO, stabilire dei paletti (confini) senza sentirsi in colpa

    4) Sentirsi liberi di avere dei sogni personali e/o di carriera, credere nei propri sogni e intraprendere le azioni necessarie per realizzarli

    5) Essere sostenuti emotivamente

    6) Essere ascoltati

    7) Poter mantenere e dire il proprio punto di vista, anche se diverso da quello del partner

    8) Poter contare sul proprio partner soprattutto nei momenti di bisogno

    9) Non subire critiche e accuse gratuite

    10) Esprimere il proprio pensiero in qualsiasi circostanza

    11) Non avere minacce emotive e fisiche

    12) Non accettare esplosioni di rabbia da parte del partner

    13)  Essere rispettati, sempre

    14) Non sentirsi responsabili delle emozioni negative del partner

    15)  Non sentirsi responsabili dei fallimenti del partner

    16) Stabilire le proprie priorità ogni giorno, sempre (nel rispetto del prossimo)

    17) Decidere come trascorrere il tempo libero

    18) Scegliere come vestirsi, assumere comportamenti e atteggiamenti che si preferiscono (rispettando il  partner, sempre)

    20) Liberi di cambiare stile di vita, percorso di studi, lavoro, liberi di cambiare idea e opinione

    20) Liberi di voler crescere e migliorare come persona, quindi liberi di accettare e affrontare nuove sfide

    21) Liberi di contattare e incontrare i propri familiari e amici (senza trascurare il partner)

    22) Liberi di discutere sulla possibilità di avere un figlio o no

    23) Liberi di commettere errori e riconoscere di aver sbagliato senza essere offesi e umiliati

    24) Liberi di chiudere una relazione violenta, di lasciare il proprio partner violento e aggressivo (psicologicamente, emotivamente, verbalmente, fisicamente o economicamente)

    25)  Liberi di scegliere se, come e quando uscire da una relazione non più appagante, senza essere giudicati.

    Il diritto all’autonomia, l’espressione e tutela di sé, il diritto di essere amati per come e non essere giudicati o maltrattati, il diritto alla crescita e alla condivisione, parlano di bisogni di coppia alla stessa stregua dei bisogni individuali che non vanno in alcun modo barattati per la brutta copia sbiadita di una relazione.

    Ciascuno di noi ha il diritto di scegliere cosa è bene anzitutto per sé, lontano da ogni forma di egoismo ma nell’ottica di tutela di uno spazio di vita che potrebbe essere divenuto ormai arido è sterile.

     

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  • “C’era una volta l’infanzia: a nessun bambino dovrebbe essere chiesto di crescere troppo in fretta!”

    “C’era una volta l’infanzia: a nessun bambino dovrebbe essere chiesto di crescere troppo in fretta!”

    A cura della Dottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa psicoterapeuta a Roma.

    Crescere troppo in fretta! E’ proprio così: nessuno dovrebbe chiedere ad un bambino di capire problemi degli adulti e men che meno farsene carico. Nessun bambino dovrebbe trovarsi a barattare la propria infanzia per un po’ di stabilità o per rassicurare un genitore. Da nessun bambino si dovrebbe esigere una assunzione di responsabilità che poco ha a che fare con giochi e spensieratezza.

    Spesso sono figli di divorziati, di genitori affetti da dipendenze o da patologie croniche, che si ritrovano  ad affrontare e gestire troppe cose in una età in cui invece qualcuno si dovrebbe prendere cura di loro. I bisogni emotivi primari vengono accantonati e non si sperimenta la solidità di base per affrontare la vita: diventare dei bimbi adultizzati, attenti ai bisogni e agli stati emotivi dei genitori è la soluzione primaria. “ Se non do fastidio e faccio stare bene mamma e papà, le cose andranno bene”.

    Purtroppo questo è quello che accade in simili contesti familiari: una precoce crescita emotiva, un doversi rimboccare presto le maniche per affrontare le circostanze nonostante l’età. Una infanzia rubata fatta di repressione emotiva e corazza da costruire per far fronte a una realtà più grande.

    Molto spesso ne fa le spese il gioco e l’esplorazione in generale, l’espressione e la condivisione di emozioni e bisogni, finendo con l’essere bambini buoni che non danno mai problemi. Dietro questa apparente calma e maturità spesso oggetto di lode da parte degli adulti, di celano frustrazione ed impotenza: nessuno spiega cosa accade nelle dinamiche di conflitto, nessuno decodifica i comportamenti incoerenti e imprevedibili adulti e il bambino si sente sempre più solo e non capito nel proprio dolore. Inizia a farsi largo anche il senso di colpa per ogni piccola difficoltà che trapela nel gestire il mondo adulto, mentre in parallelo aumenta controllo delle proprie emozioni e comportamenti stereotipati. Si crea un falso Sè basato su cosa si aspettano gli altri e non su cosa si desidera o si sperimenta.

    Successivamente al senso di colpa (ovvero non espressa verso gli altri ma contro se stessi ) si può manifestare la rabbia legata al danno ricevuto e il dolore per tutto ciò che quel bambino non ha avuto . Da qui si possono sviluppare elementi di dipendenza e codipendenza, aspetti narcisistici evitanti (a difesa del dolore) e connotazioni ansiose ( disturbo ossessivo compulsivo, ipocondria) legate al carico emotivo eccessivo portato troppo a lungo: difficoltà a trovare la propria strada e assenza di una guida reale e interna. Tutti elementi che delineano la fragilità che permane nel bambino oramai cresciuto ma che porterà sempre con sé la cicatrice di quella ferita che soltanto lui potrà rimarginare.

    La strada è il Perdono?

    Non sempre ci sono genitori perdonabili ma di certo per quel bambino oggi adulto è importante non solo sapere ma anche “sentire” che le emozioni che provava erano legittime in una situazione “invertita” e che lui ha agito come poteva con gli strumenti che aveva in quel contesto non ordinario. Allo stesso modo i genitori hanno fatto del loro meglio con il loro bagaglio di esperienze. Perdonare? Di certo se stessi sì, e magari essere anche orgogliosi di quel bambino trovatosi a crescere troppo in fretta che ha trasformato il dolore in qualcosa di buono che non lo ha ostacolato e semmai aiutato nella vita, dando valore alle proprie emozioni e vissuti, perché ogni bambino è meritevole di amore sempre, anche se quell’amore può averlo solo sfiorato.

     

    Bibliografia

    Young, Klosko, Weishaar, “Schema Therapy”, Erikson, 2018

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