“C’è stato solo un bacio!”: quando le bugie entrano nel rapporto di coppia

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bugie in coppiaA cura della Dottoressa Anna chiara Venturini, Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a Roma

Dire o non dire? Questo è il problema…. Si tratta di un dilemma degno della miglior tragedia shakespeariana; ma che fare: è giusto dire sempre la verità al partner?? Nascondere può preservare la coppia da eventuali terremoti???

Allora, anzitutto è bene chiarire che purtroppo o per fortuna, delle bugie non possiamo farne a meno; Sono loro, infatti, che ci permettono di “sopravvivere” in situazioni particolarmente difficili o imbarazzanti. “Le bugie stanno alla base di tutti i gruppi sociali, tanto che non solo gli uomini ma anche gli animali ne fanno uso”, spiega Luigi Anolli, docente di Psicologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano e direttore del Centro studi e ricerche in Psicologia della comunicazione dello stesso ateneo. “Le femmine di scimmia, per esempio, approfittano dell’assenza del loro compagno “ufficiale” per accoppiarsi con un altro maschio. E i gregari, cioè i membri non dominanti del gruppo, nascondono le banane al capobranco, per poterle mangiare in pace anziché consegnargliele. La bugia ha insomma a che fare con la gestione di risorse scarse, come possono essere il cibo o le femmine”.

Tra gli esseri umani, però, le cose si complicano e assumono sfumature e motivazioni differenti e molteplici. Vi sono infatti diversi tipi di bugia: quella “bianca”, sociale, che si dice per educazione e per non ferire la sensibilità altrui (“Come stai bene con quel vestito!” – quando in realtà non è così-); c’è poi  la bugia pedagogica, da raccontare ai bambini per gratificarli (“Mamma, ti piace il mio disegno?”, “Certo, è meraviglioso”). La bugia utilitaristica, usata spesso sul lavoro o in situazioni scomode per evitare un incarico difficile o noioso (“Ti accompagnerei volentieri ma purtroppo, devo accompagnare mia sorella dal medico!””). Segue poi la bugia di autopresentazione, ovvero una “piccola” forzatura della realtà per apparire più interessanti o attraenti (“Ho scalato l’Everest senza ossigeno”); la bugia protettiva, classica “di coppia”, alla quale si ricorre per non far scoprire un tradimento al partner (“Ieri non mi hai trovato a casa perché ho dormito da un’amica”). Ancora l‘omissione, che non è una vera e propria menzogna, ma una verità taciuta, e infine la nobilissima bugia a fin di bene, che ha l’obiettivo di risparmiare un dispiacere a un’altra persona (“Non ho incontrato il mio ex!”) ed è tipica di chi si attribuisce compiti di controllo e gestione all’interno di un rapporto.

Tuttavia è necessario far riferimento alla cultura d’appartenenza: in base ad essa infatti dire la verità o mentire hanno valenze differenti. Se si pensa, in Cina dire la verità è considerato un comportamento stupido, perché significa scoprirsi, un po’ come andare in giro nudi, mentre per i musulmani, l’inganno è condannato dal Corano e sono diffuse le omissioni, ovvero le cose che si tacciono per pudore”. Ma qui da noi? Come ci si comporta di fronte alla bugia, soprattutto in coppia?  Considerando che nella nostra società la verità e la massima apertura sono considerate valori morali ( e cristiani), è ovviamente rifugito qualunque atteggiamento menzognero, soprattutto all’interno della coppia. Tuttavia, come in ogni cosa, esistono notevoli differenze individuali: c’è chi preferisce sapere l’amara verità e chi invece, per quieto vivere, fa buon viso a cattivo gioco trascinandosi dentro un rapporto che finisce con l’essere fittizio e vuoto. Cosa fare dunque? Dire la verità o mentire per il bene della coppia? Se ricordate nel film “L’ultimo bacio” Stefano Accorsi dice a Giovanna Mezzogiorno ,che interpreta sua moglie, che con la ragazza c’è stato solo un bacio, niente di più.. quando in realtà c’è stato molto molto altro… All’inizio prova a mentire poi però vedendosi alle strette confessa il tradimento ma cerca di ridimensionarlo. Cosa andava fatto in quell’occasione? Purtroppo per questo non c’è una ricetta: una recente ricerca ha dimostrato che se la scappatella è un episodio isolato non va confessata perché mina le basi del rapporto, e dato ancor più significativo, quasi il 60% preferisce non sapere. Questo significa che, se così fosse, quasi nessuno confesserebbe un tradimento e ben pochi lo vorrebbero sapere: ma allora su cosa si reggerebbe la coppia? Se consideriamo la lealtà e la fiducia come capisaldi del rapporto, ovviamente questi, in un contesto di menzogna reciproca verrebbero meno, e allora immancabilmente la coppia scoppia! Come diceva l’antropologo e psicologo statunitense Gregory Bateson  “esiste sempre un valore ottimale oltre il quale ogni cosa diviene tossica: l’ossigeno, il sonno, la psicoterapia e la filosofia. Qualsiasi variabile biologica ha bisogno di equilibrio”. Lo stesso vale per la sincerità e l’inganno. In qualche punto tra i due poli di comportamento – vivere una vita di bugie e dire sempre la pura verità – c’è il sentiero giusto che conduce al benessere individuale e di coppia. Questo che significa? Che in coppia, tra i vari punti di non ritorno, va tacitamente stabilito se la menzogna faccia parte di questi e se provochi o meno una rottura del rapporto. In base ai discorsi, ai comportamenti ed ai racconti fatti da ambo i partner circa le rispettive esperienze precedenti, si stabilisce se la verità è un prerequisito indispensabile per il rapporto di coppia, oppure se il “chiudere a volte un occhio” può essere tollerabile.

Ovviamente il rapporto nei due casi prenderà due pieghe ben differenti lungo il suo dipanarsi, ed allora si dovrà essere consapevoli delle inevitabili conseguenze cui si andrà incontro.

 

Bibliografia

Andrea Faveretto “Che cosa ti aspetti dall’amore?” Sperling & Kupfer, 2014

Maria Cristina Strocchi “La coppia che scoppia” Ed. Il punto d’incontro, 2009

Francesco Alberoni “Sesso e Amore”, Rizzoli BUR, 2005

 

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